All u need is punch: Edge of Tomorrow

Un uomo quasi per bene, che fa il social media specialist per l’esercito degli US, ad un certo punto comincia a rivivere lo stesso giorno all’infinito.
Un incipit non esattamente definibile originale ma poi arriva una Emily Blunt supercazzuta a livelli che manco Ellen Ripley e da quel momento sono botte talmente forti che se ti arriva un schiaffo, il muro te ne da un altro.
La sinossi è circa questa.

C’è una certa corrente di pensiero, vedi Pacific Rim, che produce film di fanta-azione che pensa di risolvere certi tipi di problemi, come la fine del mondo, a cazzotti.
Io lo so che l’influenza della cultura giapponese è forte, ma vorrei ricordare agli sceneggiatori di tutto questo lato della Terra che siamo in Occidente e gli scazzi gli abbiamo sempre risolti con le bombe. Ne abbiamo sganciate un paio di potenti proprio addosso ai giapponesi non molto tempo fa.
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Trovo caccio uccido giganti

Premessa: le grandi serialità Marvel e DC Comics mi mettono una tristezza addosso che solo un endovena di cagnolini paffutelli può salvarmi la giornata. Non so cosa sia, se la la soglia dell’attenzione ridotta al minimo a causa della continua esposizione all’internet oppure il fatto che la maggioranza di quel tipo di fumetto americano sia scritto coi piedi. Tutti e due sinistri per giunta. Che va pure bene per i canovacci di un circo di Hollywood dove solo i disagiati si permettono di disquisire sui risvolti junghiani della regolazione tra conscio e inconscio in Iron Man 3.

Quella roba cristoiddio è scritta male. Prima ce ne accorgiamo meglio è.

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