Leggere come piace ai gggiovani

DISCLAMER: sono pareri da utente finale e quindi farò finta di non curarmi della perdita di posti di lavoro, del problema dei panda albini nel Sud-Est asiatico e neppure di cosa pensi di me l’antagonista da tastiera.

Sono due anni che non leggo un libro. Nel senso un libro di carta, quei parallelepipedi che si è soliti vedere negli scaffali dietro Berlusconi quando gira i suoi  videomessaggi alla nazione. Con una furia talebana mi sono buttato sul libro digitale, ovvero quel metodo di lettura che se per caso vi capita di fare un salto ad un festival letterario tipo Mantova o Torino e accennate che avete un Kindle correte che siete fottuti.

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I Vaffancuore della settimana 02: Twitter edition

Torna la rubrica che dato che le ho dato nel titolo una cadenza settimanale mi sta stressando a livelli che mai avrei potuto immaginare. Cominciamo subito la carrellata di cagate settimanali così posso tornare ad annoiarmi con Under the Dome.

Il primo campione della settimana è niente e popò e di meno e che Roberto Saviano che  ci fa capire come uno degli  intellettuali di riferimento del nostro paese sia ancora in adolescenza lunga e sia più vicino ad un Willwoosh che a un Moravia.

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VVVVVV: abbecedario della bestemmia

La generazione di attuali console sta per finire e quindi tra poco sarà tutto un “TOP 20 GAMES XBOX, PS3 ECC ECC” e io allora vi parlo del mio videogioco preferito: VVVVVV di Terry Cavanagh.

La particolarità, che salta subito all’occhio, del giochino in questione è che lo si potrebbe giocare su un Commodore 64 anche se la data la pubblicazione punta il 2010. Sia ben chiaro che non voglio fare la posa dell’hipster a tutti i costi, che si gioca le merdate solo per sostenere in qualche triste forum disperso per l’Intertron, che nell’ennesimo clone di Super Mario, disegnato in pixel-art, la poetica dell’opera vada ricercata nello Zarathustra nietzschiano, perché quando per l’ennesima volta cadi nel burrone e riparti da poco prima è una metafora  dell’ontologia dell’eterno ritorno. Vabbé il mondo è un posto orribile. Questo giochino invece  è piaciuto più o meno a tutti quindi posso rifugiarmi nel ventre caldo del branco.

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Libri raccontati male: La svastica sul Sole

Con una frequenza che mette paura torna la rubrica dove vomito qualche impressione su un libro quasi appena letto. Tocca ad un capolavoro della fantascienza scritto dal mai troppo adattato al cinema Philip K. Dick.

Prima di continuare a cannone sul libro di oggi vorrei fare una domanda sperando che qualche madrelingua anglofono mi risponda. Come diamine è possibile che questo sia sopravvissuto all’adolescenza chiamandosi cazzo per cognome. Non ho finito. Preso dalla curiosità sono andato a vedere i vari usi che si fanno di questa parola e ho trovato che oltre all’uso classico come volgarizzazione di pene si usa nello slang al posto di detective, un gruppo musicale si chiama The Dicks e un tizio se l’è scelto come pseudonimo letterario. Perché? Vabbè.

Ad ogni modo La svastica sul Sole (The Man in the High Castle) è un opera di Philip K. Dick del 1962.

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Libri raccontati male: Il fondamentalista riluttante

Devo essere sincero: acquistai il libro perché vidi il trailer dell’omonimo film sul tubo. Vi consiglio caldamente di non guardare suddetto video in quanto non so bene il motivo ma sembra che questi non debbano invogliarti ad andare al cinema, pagare 8 Euro di biglietto e guardare un film che, altra strana tendenza che non riesco a spiegarmi, è sempre e dico SEMPRE mezz’ora più lungo del necessario, ma devono raccontartelo tutto il maledetto film. Da non credersi le droghe che girano a Hollywood o giù di lì.

Poi ho letto il libro, ma non ho ne ho visto la trasposizione. I casi della vita.

Il fondamentalista riluttante (The Reluctant Fundamentalist prego notare l’eleganza della traduzione) è un libro scritto da Mohsin Hamid nel 2007 pubblicato da Einaudi nel 2008.

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