There’s an app fot that

Parliamo un po’ di telefoni.
Tutti ne abbiamo uno, pochi ne conoscono il potenziale e moltissimi, data la soverchiante quantità di software, non hanno la voglia di scoprire il vero potenziale di questi dispositivi.
Inoltre poter ricevere foto di minorenni zoccole su WhatsApp non è la funzione più innovativa che uno smartphone può offrire e non rende sicuramente giustizia ai soldi spesi dai vostri genitori per educarvi.

Ho deciso pertanto di scrivere una serie di post concentrandomi sull’analisi delle applicazioni che uso tutti i giorni,  senza troppe pretese di completezza ovviamente. Magari si rivelerà un’operazione utile, magari rimarrà un diario di cosa usassi e di come mi sentissi smart nel 2015, facendomi sorridere benevolmente dall’alto del mio impianto oculare cyberpunk.

Modalità: Mi concentrerò per ora su Android, una versione iOS lato iPad arriverà prima o poi e scriverò un post per macrogruppo, per evitare lunghezze esagerate, ché Tolstòj andava di moda 150 anni fa.


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Parentesi: potrei essere io e la mia ignoranza nella sintassi di query di google ma non trovo in rete molto materiale dedicato alla ricerca di applicazioni dal design gradevole per Android o almeno non nella misura e con la facilità con cui si trova per iOS, vedi il mai troppo lodato Macstories per fare pubblicità a chi non ne ha bisogno.
Non so spiegarmi il motivo di tale situazione, forse ché Android è nato/è visto come un OS più per gente tipo ingegneri scacciafiga? Non lo so ma tant’è…
Ci sono IO a colmare questo buco dell’interwebz e lo farò in modo approssimativo e sgrammaticato come al solito.
Ipotizzando che sia il migliore e che nessuno possa dimostrare il contrario, siamo su internet e funziona così.

Partiamo dunque con le applicazioni dedicate alla produttività personale, che sono i miei programmi preferiti e quelli per cui reputo più utile possedere uno smartphone.

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Wunderlist
Quante apps per fare liste esistono al mondo? Secondo recenti studi è più facile incontrare uno sviluppatore di to-do list che camerieri italiani a Londra.
Il fatto è che questo tipo di software rischiano di non soddisfare mai le aspettative anche se in realtà con tutte -e sono centinaia- fai la stessa cosa: una lista è una lista, un memo è un memo. Il rischio è di passare anni a provare software su software quasi uguale senza trovare pace. La realtà invece è che il problema sei tu.
Sei tu (utente) devi trovare il tuo workflow ideale, poi una vale l’altra. Wunderlist è essenziale al punto giusto senza sembrare spoglia, il metodo di immissione non è per nulla frustrante ed è esteticamente gradevole ma professionale.
È gratis con la possibilità di stipulare un abbonamento ad un piano premium (io ho pagato, barboni).

wunderlist

Today calendar Pro
Le applicazioni per il calendario sono problematiche come quelle per compilare liste e per gli stessi motivi, con la complicazione che molte persone non vanno oltre al candendario di default installato sul telefono, lasciando pensare che non ci sia domanda per questo tipo di programmi.
Molto spesso però i calendari pre-installati sono di una bruttezza inenarrabile e magari impostano la sincronizzazione con Facebook di default ad esempio (il che basta per farmi toccare livelli di crimine insopportabili), insomma delle spine nel fianco più che qualcosa utile ad organizzare la giornata.
Today è bella esteticamente, sposa in pieno le linee guida di design più recenti tracciate da Google ed è furba abbastanza da farti credere di stare facendo un cosa fica e non stare fissando l’appuntamento dal dentista.
Costa 5 € -un po’ tanti- ma li vale tutti e pure gli sviluppatori di software devono mangiare.

Today Calendar

Morning Routine
Beh è una sveglia, bellissima e bastarda.
Il download è partito immediamente dopo aver visto i grafici che mostrano il tempo che si impiega a spegnere la sveglia durante la settimana (l’ingegnere che è in me ama moltissimo gli assi cartesiani).
È bastarda nella misura in cui è dotata di tutta una risma di punizioni per quei debosciati che ti danno appuntamento alle 7, spengono la sveglia e ti chiamano alle 11 dicendo che la sveglia non è suonata, mannaggia a voi.
Infatti oltre al solito swipe per annullare o ritardare la sveglia, Morning Routine permette di impostare tutta una serie di azioni che servono a spegnere la maledetta suoneria, ad esempio fotografare un determinato oggetto che avete deciso voi, come ad esempio il cartone del latte, così a meno che non teniate il latte vicino al letto per fotografarlo siete sicuramente costretti ad alzarvi, ma non c’è limite alla fantasia delle azioni che si devono compiere.
Furba e crudele, come una sveglia dovrebbe essere.
È gratis amici pezzenti.

Morning routine

Forest
Conoscete il metodo pomodoro? È un tecnica di concentrazione inventata da Francesco Cirillo, che si basa sul susseguirsi di brevi intervalli di tempo di concentrazione -di solito 30 minuti- e successivi periodi di pausa. Per saperne di più.
Forest si basa su questo metodo, inibendo temporaneamente l’accesso a tutte quelle applicazioni che fanno perdere la concentrazione (si può impostare una whitelist di app che invece continuano ad essere accessibili, come le chiamate vocali). Forest tenta di spronarci a lasciare il telefono sul tavolo più a lungo possibile facendoci piantare un albero e lasciar crescere per la durata del periodo di concentrazione.
Se per sbaglio si accede ad un programma in blacklist la pianta morirà e noi ci sentiremo malissimo per questo e alla fine della giornata vedremo quanti alberi abbiamo fatto vivere e quanti invece abbiamo fatto morire prematuramente.
Unendo Forest con una divisione della giornata per piccoli obiettivi, io uso Wunderlist apposta, si riesce a rendere il lavoro/studio quasi un gioco e personalmente ha cambiato radicalmente il mio modo di affrontare la giornata.
Gratuita.

Forest

Simplenote
Io prendo tantissimi appunti, per ogni cosa e in ogni momento, spesso queste note diventano post per questo sito, è sicuramente l’attività per cui uso maggiormente il telefono.
A causa di questa mania sono passato per circa qualunque servizio di note-taking sul mercato e la ricerca di un applicativo che potesse soddisfarmi appieno è stato il leitmotiv degli anni in cui ho preso mano con queste tecnologie.
Simplenote in sintesi è semplice, non c’è nulla di ridondante, una pagina bianca e una tastiera.
Per gli utenti un po’ più geek la controparte web supporta la sintassi Markdown, una sintassi di formattazione costruita apposta per interfacciarsi con strutture HTML (come la piattaforma su cui scrivo e qualunque contenuto web). Dopo cinque minuti di apprendimento questa sintassi da subito enormi soddisfazioni. Poca fatica, premio alto, una pacchia.
È gratis anche questa.

Simplenote

Finisce qui la prima parte di questa serie di articoli che spero veramente di riuscire a portare a termine prima di stancarmi, ma d’altra parte ho fatto una lista e alle liste non posso scappare.

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10 pensieri su “There’s an app fot that

  1. Ciao, sono un Android developer, secondo una mia modesta opinione 2 sono i motivi per il quale non trovi app Android con grafica eccezzionale:
    -per poter pubblicare su PlayStore paghi 25$ al momento dell’iscrizione come developer poi basta, invogliando gente che di grafica o programmazione spesso non ci capisca molto
    -sul sito Android Developer sono state pubblicate non da molto le direttive per un design da tenere per le app Android, cosa chiara già da tempo su IOS

    • Guarda in realtà io le app con un design che trovo gradevole le trovo in effetti, l’articolo sopra ne è la prova 🙂 (con più difficoltà rispetto ad iOS sicuramente).
      Quello che non concepisco è come la stampa tech lato Android passi più tempo a parlare di specifiche che a guardare al mondo “di fronte allo schermo” ovvero quello che l’utente medio (che è anche lettore peraltro) vede e usa tutti i giorni attraverso lo smartphone.

      Manca su Android una stampa concentrata sull’utilizzo dei terminali insomma, mentre lato iOS il web è colmo di siti che fanno recensioni di applicazioni al esempio.
      In questo modo dai visibilità a quei software che sono utili/belli, aiutando così uno sviluppatore a crescere (e guadagnare qualcosa magari), in più crei un “senso del gusto comune” e quando qualcuno dice “adesso mi metto a sviluppare una applicazione” sa già dove orientarsi (come le linee giuda di Google cominciano a fare ora infatti).

      • Esattamente, Google sta arrivando un pò in ritardo con le linee guida, pensando che PlayStore conta 700.000 applicazioni e passa 😉

        Ah, scusa, mi son dimenticato anche di un altro aspetto importantissimo!!!

        Android è un sistema che gira su un numero esagerato di device diversi, non intendo solo telefoni di tutte le misure, marche e con hardware diverso, ma bensì di tablet, orologi, automobili, televisioni, …

        Non mi sento di screditare il lavoro del team Android, ma i presupposti sono incredibilmente più articolati rispetto al mondo Apple

  2. Potresti valutare la grafica di questa app da me creata?
    https://play.google.com/store/apps/details?id=paperscorer.android.matteopellegrini.co.it.paperscorer&hl=it

    Ammazzami pure, sono alle prime armi, alcuni eventi sono su click lungo, in modo che l’utente non resetti per errore, in più sfrutto in modo innovativo i pulsanti del volume 😉

    Probabilmente ti puzzerà un pò come pubblicità, infatti se vuoi non pubblicare questo commento;) è solo per aiuto tra blogger

    • Ci ho dato un occhio, secondo me ci sono principalmente 4 cose che non funzionano:

      – Lo sfondo a quadretti: capisco che volessi dare l’idea della “carta” ma sullo schermo del mio telefono (Note 4) è fastidioso. Se mettessi uno sfondo bianco uniforme (o giallino tipo carta moleskine per dirti) sarebbe molto meglio.

      – L’impostazione a tabella è bruttina: io leverei i contorni.

      – i pulsanti rettangolari: li vedrei meglio smussati o con i lati corti a semicirconferenza.

      – La finestra dei dettagli è difficile da capire. Per esempio se metti su una colonna a destra il “Tempo” (scrivendolo per intero) e su una colonna a sinistra lo “Score” (sempre scrivendolo per intero” diventa tutto di più facile comprensione.

      Poter aumentare il punteggio con il bilanciere del volume è una bella pensata!

      PS: spero di non essere antipatico, se sì scusami in anticipo.

      • Se volevo sentire dei complimenti lo facevo vedere a mia nonna 🙂
        Hai ragione, la parte dei dettagli la volevo cambiare…
        Per quanto riguarda i pulsanti ti devo contraddire, le smussature se ci fai caso Android e Windows le hanno eliminate

      • Forse hai ragione però io intendevo stondato in questo modo ad esempio

        In più nessuno ti obbliga a non usare cerchi o simili, bisogna solo contestualizzarli bene 😉

  3. Oddio ma quella della sveglia sembra fantastica!!! Nel frattempo ho scaricato gli alberi ma ho fallito miseramente nel farli crescere.
    Aspetto gli altri post per riempire ulteriormente la memoria del galaxy.

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