Orfani de che? De tutto

In questo periodo sta uscendo di tutto a livello fumettistico: Dodici di Zerocalcare, Un lavoro vero di Alberto Madrigal del quale un giorno parlerò anche qua (fino ad allora trattenete il fiato mi raccomando) Gipi invece torna a fare quello per cui è nato, scrivere fumetti.
Nel frattempo in Bonelli hanno pensato di iniziare una serie tutta a colori in un universo apocalittico tutto fantascienza e navi spaziali, che è la cosa più rivoluzionaria dopo la racchetta ammazza zanzare capitata all’umanità nell’ultimo lustro. Questi, lo dico per gli aficionados dell’ignoranza che forse non capiscono la portata storica dell’evento e neppure come allacciarsi le scarpe, sono quelli di Tex e Dylan Dog, roba che leggeva mio nonno e mio padre dopo di lui e che pure io leggevo seduto sul cesso in età pre-masturbatoria.

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E com’è questa nuova serie allora? Promette proprio bene guarda. La storia è quel miscuglio giusto di bambini che danno e prendono pizze fortissime, alieni incazzati e armature che se la serie andrà bene l’anno prossimo a Lucca sarà un invasione di disadattati che riciclano il costume da Master Chief.
Si okay che non è il massimo dell’originalità, ché bambini che prendono in mano le sorti dell’umanità è un cliché della fantascienza già usata millemila volte, ma facciamo finta di leggere qualcosa per il gusto di farlo e non per parlarne male con gli amici. ‘Sto fumetto spacca culi.
Le vignette si susseguono pure, senza troppi dialoghi a rallentare l’azione e spiegare l’ovvio: quando l’ambientazione è spaziale è necessario sottrarre alla striscia le parole e disegnare fottutissime astronavi giganti, dopo l’apocalisse ci si aspetta che i sopravvissuti siano annichiliti dagli eventi e che non si dilunghino in dialoghi filosofici sulla loro condizione di Ultimi tra gli uomini. Così è. Le pagine migliori dell’albo, ovvero quelle sull’addestramento degli Orfani, sono afasiche, si leggono in un secondo, ma ne vale assolutamente la pena.

Poi ci sono le vigne d’azione guerresca che sono tamarre il giusto, ma personalmente ci aggiungerei un pizzico di Stallone in più e più spattler. Splatter a strafottere.

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